Il film, il cui regista è Doug Liman, comincia a parlare dei fatti avvenuti nel corso dell’ottobre 2001, periodo in cui le indagini della CIA portarono alla presunta scoperta di alcune armi di distruzioni di massa, di una potenza immensa, in possesso di Saddam Hussein.
Da una parte vengono esposte nel dettaglio le difficili e ardue ricerche che hanno svolto gli agenti, mentre dall’altro si mostrano le dichiarazioni pubbliche che vengono rilasciate dai pezzi grossi del governo americano, in forte contrasto con qualsiasi certezza.
Uno dei più importanti documenti è costituito dal dossier di Wilson, scritto dopo un viaggio in Niger, organizzato naturalmente dalla CIA, in modo tale da controllare la possibilità che ci sia un commercio di uranio in Iraq.
Questo dossier presenta il netto rifiuto all’esistenza di questo commercio, ma è lo stesso su cui Bush basa le sue giustificazioni per l’attacco avvenuto in Iraq.
I veri problemi per i due, cominciano nel momento in cui Wilson prende la decisione, nel 2003, di scrivere un pezzo per il New York Times, esprimendo il suo pensiero e dicendo la sua verità.
Questa scelta ha portato ovviamente ad una fuga di notizie sul possesso della Plame da parte della CIA e la decisione di sospendere l’agente è solo il frutto delle conseguenze delle notizie scritte sui giornali.
