E’ praticamente dal tempo di Mr. Wolf e “Pulp Fiction” che sul grande schermo non passava un personaggio cult come quello che ci propone Renzo Martinelli, con il grande Siniscalco Barozzi.
Quest’ultimo fu un nobile milanese che è da sempre ricordato nelle cronache storiche per il tradimento nei confronti del ducato di Milano e quindi dei suoi concittadini, dando pieno appoggio all’invasore Federico Barbarossa a fare piazza pulita dello stesso capoluogo lombardo nel corso dell’anno 1162.
E’ lui il personaggio principale attorno a cui ruota tutta la pellicola: Martinelli descrive con una grande autoironia eventi come la formazione della Lega lombarda da parte di Alberto da Giussano, oppure le sorti di alcuni comuni, quando decisero di allearsi, dopo un periodo devastato da continui conflitti e guerre reciproche, per combattere il nemico comune, ovvero il Sacro Romano impero germanico.
Secondo il film, la data in cui morì Siniscalco Barozzi fu il 29 maggio 1176 a Legnano.
Si parte proprio da un personaggio di minore impatto per parlare invece del “Barbarossa”, in quanto sono proprio i dettagli a rendere questo film credibile.
Il carroccio, il giuramento di Pontida, Alberto da Giussano, tutti i riferimenti che nascono proprio da quell’episodio.
