Questa pellicola si rifà all’omonimo romanzo (da cui prende quindi anche il titolo) di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy e si ambienta in una piccola provincia della Francia sul finire degli anni ‘70.
Il film narra la storia di Suzanne, una donna che è sposata con un ricco industriale che non fa niente per celare la sua avidità, che lo porta a non fermarsi davanti a niente, a costo di non farsi scrupoli.
Suzanne però deve affrontare un evento drammatico all’improvviso: il marito viene, dopo uno sciopero indetto dai lavoratori della sua fabbrica, stanchi delle continue vessazioni, in cui viene rapito e sequestrato da parte dei suoi stessi dipendenti.
Così Suzanne si trova costretta a svolgere il ruolo a capo della fabbrica, per sostituirlo, nel momento in cui il marito, liberatosi e fortemente provato dagli eventi che l’hanno scosso, prende la decisione di lasciare la città per rimettersi in sesto.
La donna, che all’apparenza sembra invece molto dimessa, quasi inerme di fronte agli eventi che le passano dinanzi, si dimostrerà molto acuta, concreta e con un grandissimo spirito di iniziativa e di intraprendenza, potendo contare soprattutto sull’aiuto di un deputato di sinistra, che è stato anche un suo ex amante.
Suzanne riuscirà quindi a riportare la serenità all’interno dell’azienda, dando un’umanità alle dinamiche lavorative.
