La pellicola racconta una storia realmente accaduta, di cui è stato protagonista Aron Ralston, un’alpinista di origini americane, che tempo fa ha dovuto fare i conti con una drammatica disavventura.
Ralston, infatti, è rimasto intrappolato nel maggio del 2003 all’interno delle montagne dello Utah.
L’alpinista è precipitato in un canyon molto isolato e, per sua sfortuna, si è incastrato un braccio all’interno di una roccia.
Ralston rimane così intrappolato in questa drammatica situazione: dopo tutto questo tempo, fortemente provato e dovendo fare i conti con la disidratazione, decide di compiere l’unica mossa che gli possa permettere di salvarsi la vita.
L’alpinista americano decide così di amputarsi un braccio, per fare in modo di poter uscire da quella trappola mortale: l’amputazione è l’unica soluzione per salvarsi.
E’ stato lo spirito di sopravvivenza a spingerlo a compiere quella drammatica amputazione, dato che era l’unico modo per ritrovare la libertà.
Nei cinque giorni in cui Aron è rimasto prigioniero e in balia del canyon, ripercorre con la mente tutta la sua vita: dagli amici, senza ovviamente dimenticare la sua famiglia, le sue passioni e i suoi amori e anche le due escursioniste che aveva incontrato prima che succedesse quel drammatico incidente che lo costrinse ad una dolorosa scelta di vita.
