La pellicola comincia con un funerale a Londra, ambientato negli anni trenta.
La signora Laura Henderson è rimasta vedova, ma anche decisamente ricca e si pone, quindi, il problema di cosa fare in tutto questo tempo libero e del modo migliore in cui impiegare tutti i soldi che ha a disposizione.
Dopo diversi tentativi fallimentari che riguardano il ricamo e le opere di carità, la signora Henderson decide di acquistare il teatro Windmill, una struttura che sta però cadendo a pezzi e scegile anche di ingaggiare il signor Vivian Van Damm come direttore artistico, un uomo dalla spiccata ed energica personalità.
La decisione è quella di iniziare a sfruttare il teatro con una varietà musicale che raccoglie un notevole successo, anche se ben presto l’idea viene copiata dagli altri cinema e il teatro Windmill si ritrova di nuovo senza pubblico e con incassi decisamente scarsi.
Serve un’idea che riesca a ribaltare le sorti del teatro: è la signora Henderson ad avere l’illuminazione giusta.
La donna, infatti, decide di far spogliare le ballerine come avviene all’interno del Moulin Rouge: a tale scopo, è sufficiente ottenere il consenso del Gran Ciambellano censuratore.
La signora Henderson riesce nell’intento di strappare un compromesso: le ballerine avranno la possibilità di spogliarsi completamente, ma dovranno rimanere immobili, quasi come fossero delle opere artistiche vere e proprie.
