Il film di Bruno Bigoni, che è una delle pochissime voci autorevoli di documentari che si sono diffusi verso il termine degli anni Ottanta, non fa altro che riempire il diario di bordo di un cargo, che ha come scopo principale quella di girare tutte le coste del mare più antico in tutto il mondo.
Da Dubrovnik a Bari, dalla lontana Istanbul alla ben nota Lampedusa, il cargo segue tappa dopo tappa tutte le meraviglie del Mediterraneo.
Il diario di bordo rappresenta, più che altro, un vero e proprio giornale di viaggio che riesce a far riemergere una storia decisamente interessante, che si può suddividere in diversi strati, tanto è complessa.
A Barcellona il cargo, infatti, incontra l’ultima testimone rimasta della rivoluzione anarchica che si è avuta nel 1936, ma racconta anche di una delle tante storie di povertà contemporanea, piuttosto imprevedibile (a Genova, infatti, ascolta la storia di una nigeriana che racconta il suo lungo viaggio dalla città natale fino in Italia, seguendo sempre la rotta degli schiavi).















